UNA VITA

IN SEI PAROLE

La Storia

Semplicità, Famiglia, Amore, Rispetto, Lavoro, Amicizia: sono queste le sei parole che riassumono fin qui la mia vita, è per questo che ho deciso di farle camminare con me ogni giorno, per ricordarmene ogni volta che le indosso, e per raccontarle alle persone che incontro.

MICHELE RIVELLO

UN PO’ DI ME
Sono Michele Rivello, ho 61 anni, sono un casellese (Caselle in Pittari, Cilento) nato in Toscana e che lavora in Tunisia.  Alla voce lavoro le scarpe sono il mio passato e il mio presente. Alla voce vita sto immaginando i colori per disegnare il mio futuro.

L’idea di scrivere questa storia mi è venuta una domenica pomeriggio mentre camminavo in riva al mare. È bello camminare con i piedi immersi nell’acqua, aiuta a riflettere su tante cose. Camminavo, osservavo i pescatori mentre cavalcavano le piccole onde e pensavo alla bellezza di quei loro gesti così semplici, umili, piccoli gesti che ci vengono tramandati da migliaia e migliaia di anni.
C’era un vecchietto che tirava la lenza dove aveva legato un pesce che aveva pescato; poco più in là, un giovane che invece attendeva per gettare la sua rete a ombrello con i piombi laterali, è un modo di pescare che ho visto solo qua.
Era tutto bello, molto bello veramente, con il Sole che stava quasi per calare, e così ho pensato che la vita è bella se viene vissuta con semplicità, senza tante cose complicate. Proprio come i pescatori che con il loro lavoro riescono a mettere qualche cosa a tavola e a provvedere alle proprie necessità e a quelle delle loro famiglie.

Già, la famiglia. Una volta ho sentito dire che la famiglia è la cosa migliore che ci sia mai successa, sono molto d’accordo. La famiglia è il muro maestro delle nostre vite, è la radice che dà vita al tronco con i suoi rami e le foglie. La famiglia come base delle nostre comunità, come educazione all’amore e al rispetto tra tutti i suoi componenti. Ma anche la famiglia come le persone che ti amano, e che tu ami. E come luogo dal quale partiamo ogni giorno per andare incontro agli altri, per rispettare e amare il nostro prossimo, per aprire le nostre ali e conoscere il mondo.
La famiglia è importante sempre. Quando stai lontano, se lavori in un altro Paese, ancora di più.

Amare e rispettare sé stessi e gli altri, amare e rispettare il lavoro e chi lavora, qualunque sia il lavoro che facciamo, anche questo ho imaprato dalla vita. Il lavoro come parte della nostra identità, il lavoro come dignità, come autonomia, come mezzo che ci fa sentire parte non solo della famiglia, ma anche delle organizzazioni e delle comunità in cui viviamo e con le quali abbiamo a che fare ogni giorno. Perché i soldi sono importanti, senza non possiamo vivere, ma ancora più importante è quello che sappiamo fare, i valori che abbiamo eriditato dalla famiglia e quelli che abbiamo imparato grazie alla scuola e al lavoro.

Infine c’è l’amicizia, ma non infine perché sta alla fine, al contrario l’amicizia sta all’inizio insieme alla famiglia.
Poter contare sugli amici è una cosa meravigliosa, quando stai lontano da casa il miglior antidoto alla solitudine e allo scoraggiamento. 
Gli amici sono le persone con cui puoi condividere le gioie e le preoccupazioni senza il pensiero di doverti nascondere, o difendere; le persone a cui puoi chiedere aiuto e a cui sei felice di dare aiuto se ne hanno bisogno, le persone a cui non devi spiegare niente e con le quali puoi stare anche in silenzio che ti capisci lo stesso.